Lazio, geografia della Regione

Lazio, scopriamo i paesaggi e la geografia della Regione tra le province, appennino e laghi.

Posizione e confini

La Regione occupa una larga fascia di territorio che si estende dall'Appennino al Mar Tirreno ed è compresa tra i fiumi Fiora a nord e Garigliano a sud. Confina con sei regioni. Al centro, si insinua con una specie di cuneo tra l'Abruzzo e l'Umbria fino a toccare per breve tratto le Marche. A nord è limitata dalla Toscana e a sud dal Molise e dalla Campania.

Province

La superficie della Regione equivale a circa un diciassettesimo del territorio nazionale; ossia il 5,71%. Per numero di abitanti, il Lazio viene terzo tra le regioni italiane, dopo la Lombardia e la Campania.
La popolazione vi è distribuita in modo molto diseguale. Piu della metà degli abitanti di tutto il Lazio si addensa nella sola città di Roma, dove, anche per il costante afflusso di immigrati. Al contrario, poco popolato è il Lazio montuoso e collinare.
Fatta eccezione per Roma, il Lazio non ha grandi città.
In genere si tende a vivere concentrati nelle cittadine e nei grossi villaggi.

La Regione è divisa in cinque province:

  • Roma (ROMA),
  • Frosinone (FR),
  • Latina (LT),
  • Rieti (RI),
  • Viterbo (VT).

Roma è capoluogo regionale e capitale d'Italia.

Paesaggi e Geografia della Regione Lazio

Il territorio del Lazio sembra fatto di pezzi diversi, è un mosaico di terre dissimili l'una dall'altra: montagne aspre e brulle che ricordano quelle abruzzesi, e altre, verdeggianti di boschi e ulivi, che ricordano l'Umbria; a nord, una pianura che si confonde con la Maremma toscana, e a sud, dove la costa cessa di essere bassa e uniforme, si elevano sul mare rocce che già preannunciano quelle della Campania.

Vi sono isole, montagne e laghi di origine vulcanica da una parte e, dall'altra, montagne calcaree e laghi carsici; zone aride e quasi spopolate e campagne fertilissime dove i canali delle bonifiche formano una rete vastissima.
Vi sono ruderi di città antichissime e bianche cittadine moderne sorte appena da qualche decennio.
La Regione è attraversata dal Tevere, che per lunghezza è il terzo fiume d'Italia.

L'Appennino

La Regione comprende una parte non molto estesa della catena appenninica vera e propria.
Nel saliente che s'incunea tra l'Umbria, le Marche e l'Abruzzo, si trovano i Monti Reatini, che hanno la loro massima altezza nel Terminillo (2213 m), e i Monti Sabini, una serie di alture boscose, basse e isolate.
Lungo il confine con l'Abruzzo si allineano i Monti Simbruini e i monti Ernici, caratterizzati da fenomeni carsici e perciò aridi e spogli, che superano di poco i 2000 m. Ai piedi degli Ernici e limitata a ovest dai gruppi montuosi del Preappennino si estende la fertile valle della Ciociaria, attraversata dai fiumi Sacco e Liri.

Il Preappennino

Una serie di monti e colli occupa la parte settentrionale della Regione, tra il Tevere e il mare. Sono i Monti Volsini, i Monti Cimini, i Monti Sabatini. A sud del Tevere, si trova il gruppo dei Colli Albani. Tutti questi rilievi, che raramente superano i 1000 m, sono di origine vulcanica, ossia sono antichi vulcani spenti nei cui crateri circolari si sono formati dei laghi. Le loro pendici sono fertili e ben coltivate, specialmente a vigneti.

Nella parte meridionale della Regione si elevano i Monti Lepini, i Monti Ausoni, i Monti Aurunci. Non sono di origine vulcanica; la loro roccia calcarea dà luogo a frequenti fenomeni carsici. Le pendici sono brulle e solcate da frane.

La pianura

Una fascia pianeggiante corre lungo tutta la costa. In alcuni tratti essa si allarga maggiormente e forma, a nord, la Maremma laziale, che è la continuazione della Maremma toscana; al centro, la Campagna Romana, attraversata dal Tevere; e a sud l'Agro Pontino. Queste tre pianure, un tempo paludose e malariche, sono state in tempi recenti bonificate e oggi sono divise in poderi e coltivate.
Dell' Agro Pontino, chiamato Paludi Pontine prima della bonifica compiuta tra il 1930 e il 1940, restano lungo il mare tracce di terreni acquitrinosi.

La costa e le isole

La costa è piuttosto uniforme, bassa e sabbiosa. Vi si notano alcune brevi sporgenze: il Capo Linaro, il delta del Tevere, il promontorio di Anzio, il Capo Circeo e il promontorio di Gaeta, che racchiude l'omonimo porto. Sono frequenti, lungo la fascia sabbiosa, dei cordoni di dune che vengono chiamati tumoleti.

Le Isole Ponziane: di fronte al Golfo di Gaeta sei piccole isole e numerosi scogli formano l'Arcipelago Pontino.
Sono isole vulcaniche, ossia costituite dalla sommità emersa di vulcani sottomarini non piu attivi. La loro forma ricorda poco quella conica dei vulcani, essendo incisa dall'azione delle onde marine. L'isola principale è Ponza.

I fiumi

Sfociano nel Tirreno il Tevere e altri brevi fiumi, tra i quali la Fiora e la Marta, che esce dal Lago di Bolsena.
Il Lazio meridionale appartiene al bacino del Garigliano, formato dal Sacco, che percorre la Ciociaria, e dal Liri, che nasce in Abruzzo.
Il Tevere è il fiume principale, che raccoglie le acque del Lazio settentrionale e centrale. Dopo aver attraversato l'Umbria, entra nel territorio della Regione a nord di Orte. Poco prima di Roma riceve l'Aniene che bagna Tivoli. Anche le acque del Velino che bagna Rieti finiscono nel Tevere dopo essere confluite nella Nera, in territorio umbro, attraverso la cascata delle Marmore.

Con un percorso tortuoso, il Tevere attraversa la Campagna Romana e raggiunge il mare biforcandosi in due bracci che formano l'Isola Sacra. Il braccio di sinistra tocca Ostia, che fu il porto dell'antica Roma e che oggi dista dal mare 5 km a causa del continuo avanzamento della foce. Il braccio di destra va al porto di Fiumicino.

I laghi

Tra i laghi, che si trovano numerosi nella Regione, ricordiamo quello di Bolsena, nei Monti Volsini;

  • Lago di Vico, nei Monti Cimini;
  • nei Monti Sabatini il Lago di Bracciano;
  • il Lago di Albano e quello di Nemi nei Colli Albani.

Sono laghi di origine vulcanica, cioè crateri di vulcani spenti che col passar dei millenni si sono riempiti d'acqua.

Nella zona di Fiuggi, in un alto piano di roccia calcarea, si trova un altro lago di natura del tutto diversa: il Lago di Canterno, che ogni due o tre anni si svuota attraverso inghiottito i situati nel fondo. È un lago di origine carsica.

L'influenza del mare si fa sentire sulla fascia costiera e sulle pianure, mitigando il freddo invernale e spesso rinfrescando il soffocante caldo estivo. Nell'interno, l'estate è calda e l'inverno rigido, specialmente sui rilievi.
Nella fascia costiera e nelle pianure, le piogge sono scarse; abbondanti invece, sulle montagne, durante l'inverno e la primavera.

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